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Microsoft chiede la revisione antitrust dell’App Store

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Dopo una settimana di polemiche sui prezzi e sulle politiche dell’App Store, il presidente della Microsoft Brad Smith è intervenuto e afferma che è tempo che i regolatori antitrust volgano gli occhi su Apple.

In una discussione ad ampio raggio sulle questioni del giorno, Smith afferma che è tempo che l’App Store di Apple e gli app store in generale siano regolamentati.

Ecco cosa dice Brad Smith:

È giunto il momento, che si tratti USA o Unione Europea, di una conversazione molto più mirata sulla natura degli app store, le regole che vengono messe in atto, i prezzi e i pedaggi che vengono richiesti. Bisogna anche capire se c’è davvero una giustificazione nella legge antitrust per tutto ciò che è stato creato.

Smith afferma che i tempi sono cambiati da quando Microsoft ha affrontato le proprie battaglie antitrust e, in molti modi, sembra credere che l’ambiente attuale sia peggiore. Nell’evento ospitato da Politico, Smith ha invitato le agenzie internazionali a osservare in particolare Apple.

Brad Smith e Satya Nadella

Gli app store impongono requisiti che confermano sempre più che esiste un solo modo per accedere alla loro piattaforma: quello di passare attraverso il cancello che loro stessi hanno creato. In alcuni casi impongono un prezzo molto elevato per pedaggio, fino al 30% delle entrate degli sviluppatori.

Il tutto parte dal fatto che Apple non consente agli utenti di installare app per iPhone tramite alternative all’App Store. Pertanto, le app che non vengono approvate non potranno mai arrivare su iOS. Se l’app viene approvata ed è a pagamento o offre acquisti in-app, Apple trattiene il 30% delle entrate. Inoltre, se lo sviluppatore vuole offrire l’accesso all’abbonamento sul proprio sito Web, Apple costringe ad integrare tale opzione anche all’interno dell’app per non perdere le revenue che vanno dal 15 al 30 percento in base alle tipologie di abbonamenti.

Il tutto è diventata più incandescente negli ultimi giorni, con l‘UE che ha avviato un’indagine sull’App Store e gli sviluppatori dell’app Hey che hanno protestato per alcune decisioni prese da Apple.

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